LE PRECISAZIONI DELL’EX “COMMISSARIO STRAORDINARIO ITALO ALBERO” A TUTTI GLI ISCRITTI

 

 

  1. Il Vice Presidente Vicario Sergio Nesi il giorno 6 del mese di Maggio 2006 a Peschiera,  durante l’Assemblea Generale da lui convocata - senza che io l’avessi chiesto – mi nominò Commissario Straordinario con pieni poteri. L’Assemblea approvò la nomina. Il mio mandato avrebbe avuto termine con le elezioni da tenersi presumibilmente nel maggio 2007.
  2. A riprova dei pieni poteri attribuitimi, agli atti si trova la lettera diretta a me ed alla Segreteria, con la quale il Vice-Presidente Vicario comunicava che sia lui sia il suo Direttivo, al completo, dovevano ritenersi decaduti.
  3. Quindi le successive dimissioni da Vice-Presidente Vicario del Comandante Nesi non potevano avere alcun valore, sia perché egli si era già dichiarato decaduto, sia perché le funzioni di Vicario egli le aveva ricevute dal Presidente Ferraro ed egli non poteva trasmettere ad altri funzioni che gli erano state delegate da un Presidente che non c’era più.
  4. Lo Zaccardi, pertanto, pur sapendo che era stato dichiarato decaduto per disposizione di Nesi e pur sapendo che Nesi non poteva trasmettergli le funzioni di Vicario, si investì indebitamente di tali funzioni, risuscitando, baldanzosamente, anche il vecchio Direttivo dichiarato decaduto per disposizione di Nesi e, con inusitate iattanza e improntitudine, con pretestuose ed infondate argomentazioni, prese a svolgere tutta una serie di operazioni, intralciando, con protervia il mio operato di Commissario, poiché, ripeto, egli non aveva facoltà né di convocare Assemblee, né di indire elezioni, né di far pubblicare un notiziario su basi puramente strumentali.
  5. Vista la mia irremovibile volontà di portare a termine il mio programma di riassetto dell’Associazione, lo Zaccardi sovrapponeva i suoi programmi al mio, addirittura sollecitandomi a dimettermi, dichiarandomi “veterano destituito da qualsiasi carica”, dimenticando, fra l’altro, che egli, come socio ordinario, non aveva nessuna autorità per formulare ridicole intimazioni rivolte ad un veterano con 15 mesi di anzianità in divisa.

 

Non ho sentito, né sento, di meritare tali umiliazioni di fronte ai lettori del Notiziario ed ai miei commilitoni da parte di chi aveva infranto l’unità dell’Associazione.

Ora che il mio compito di Commissario si è esaurito, se lo Zaccardi e coloro che con lui si sono resi responsabili di quanto sopra ho precisato, non mi porgeranno pubblicamente le dovute scuse, ne dovranno rispondere innanzitutto al Collegio de Probiviri, al quale chiedo che vengano deferiti, ed in esito – ove necessario – innanzi alla competente Autorità Giudiziaria.

F.to Marò N.P. Italo Albero

 

           

In proposito il Presidente Gallitto ha indirizzato a Italo Albero la seguente “lettera aperta”.

 

Caro Italo,

 confesso che dopo la lettura delle Tue “precisazioni”, mi ero illuso di poter ottenere da Zaccardi quelle giuste “scuse” da Te richieste, in un incontro a Peschiera, incontro da me, generosamente, sollecitato, con la generosa partecipazione di Marcello Lama e di Franco Minelli, nel tentativo della ricomposizione della amara crisi che sta attraversando la nostra Associazione.

Mi ero illuso: sicché nemmeno il ricordo pacificante della scomparsa del Comandante Ferraro ed il più recente ricordo della scomparsa di Sandro Tognoloni, potranno distrarmi dal compiere il mio dovere nei confronti di personaggi indegni del ricordo di Ferraro e di Tognoloni, personaggi come Nesi, Zaccardi ed altri loro consorti, resisi responsabili, per l’appunto, della crisi più ingiustificata e velleitaria della Nostra Comunità.

È, pertanto, necessario fare chiarezza, considerando, fra l’altro, che Nesi, Zaccardi e loro consorti, sono riusciti a creare tanta confusione, con il risultato che alcuni ingenui, in buona fede, sono stati indotti a confondere “lucciole…per lanterne”.

Come da Te precisato, caro Italo, il 6 maggio 2006, a Peschiera durante l’Assemblea convocata, dopo la scomparsa del Presidente Ferraro, dal Suo Vicario Vice Presidente Nesi, il medesimo Ti nominò Commissario Straordinario dell’Associazione, senza che Tu lo richiedessi, conferendoTi pieni poteri, e cioè quelli di gestire l’Associazione, preparare un nuovo Statuto, che ovviasse a tutte le carenze del vecchio, per indire nuove elezioni delle cariche sociali, presumibilmente, come da tradizione, nel maggio 2007 (lo conferma lo stesso Nesi in una lettera inviataTi).

L’Assemblea approvava la Tua nomina e prendeva anche atto della decisione-disposizione del Nesi di ritenersi decaduto unitamente al suo Direttivo al completo.

I documenti ( Allegato A e Allegato B) sottoscritti dal Nesi sono chiarissimi e confermano  quanto da Te e da me affermato: ciononostante, per ulteriore conferma, è bene riproporre, all’attenzione di chi vorrà leggere queste note, le parti essenziali dei documenti medesimi:

 

Allegato A: datata Bologna 19 luglio 2006, disposizione formale indirizzata al Segretario Castellani e p.c. a Lama ed Albero, nonché alla Segreteria dell’Associazione a Milano:ALLA SEGRETERIA COMUNICO CHE, A SEGUITO DELLA FIRMA DEL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA, DALLA DATA DI OGGI 19 LUGLIO 2006, QUANTO DELIBERATO DALL’ASSEMBLEA GENERALE IL 6 MAGGIO U.S., DIVIENE ESECUTIVO E PERTANTO, DA QUESTA DATA, IL SOTTOSCRITTO E IL CONSIGLIO DIRETTIVO DEBBONO RITENERSI DECADUTI, SI PREGA QUINDI DI DARNE OPPORTUNA NOTIZIA A TUTTI I CONSIGLIERI, AL TESORIERE, AI PROBIVIRI E AI REVISORI DEI CONTI. F.TO SERGIO NESI.

 

Allegato B: la precedente disposizione fa riferimento alla dichiarazione sottoscritta a Piacenza l’8 luglio 2006 dal Vice Presidente Vicario Sergio Nesi e da Marcello Lama Presidente dell’Assemblea tenutasi a Peschiera il 6 maggio 2006. Eccone il testo:

“ A CHIARIMENTO DI QUANTO PRECEDENTEMENTE E IN QUALSIASI OCCASIONE HO MANIFESTATO, CONFERMO CHE IN OCCASIONE DELL’ASSEMBLEA DEL 06/05/06 FU ESPRESSA PER ACCLAMAZIONE LA VOLONTA’ DI NOMINARE QUALE COMMISSARIO STRAORDINARIO CON PIENI POTERI IL DOTT. ITALO ALBERO, CON CONSEGUENTE DECADENZA DEGLI ORGANI ELETTIVI IN PRECEDENZA NOMINATI DALLA PRECEDENTE ASSEMBLEA, COME RISULTA DAL VERBALE DELL’ASSEMBLEA GENERALE DEL 6 MAGGIO 2006 A PESCHIERA DEL GARDA. IN FEDE.

PIACENZA, 08/07/06 IL VICE PRESIDENTE VICARIO ING. NESI F.TO SERGIO NESI REGOLARMENTE INTEGRATO E FIRMATO DAL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA MARCELLO LAMA. F.TO MARCELLO LAMA”.

 

            Da quanto premesso, viene evidenziato, con estrema chiarezza, la espressa volontà dell’allora Vice Presidente Vicario, Sergio Nesi, di  disporre la decadenza di se stesso da tale carica,  sia la decadenza di tutto il suo Consiglio Direttivo.

            Pertanto, ripeto, per volontà dello stesso Nesi, e con l’approvazione dell’Assemblea, unica Autorità restava quella del Commissario Straordinario, con i poteri prima specificati e condivisi dall’Assemblea.

            Il Nesi avrebbe potuto scegliere un’altra strada, in virtù della delega a lui conferita dallo scomparso Presidente Ferraro: indire l’elezione delle nuove cariche sociali.    

            Ma egli, per i suoi calcoli imprescrutabili, ha voluto scegliere la soluzione del Commissariamento.

            Se tutto fosse rimasto come, allora, voluto dal Nesi ed approvato dall’Assemblea, tutti avremmo atteso, in concordia e serenità che si compisse l’opera del Commissario con l’indizione di una nuova Assemblea Generale per la elezione delle cariche sociali con il Nuovo Statuto.

            Sennonché Nesi, fulminato da qualcosa o da qualcuno, dimenticando che dal 19 luglio 2006 non era più Vice Presidente Vicario, per sue espresse e reiterate volontà e disposizione,  e che non esisteva più nemmeno il Consiglio Direttivo, poiché dichiarato decaduto per sue espresse e reiterate volontà e disposizione, e con l’approvazione dell’Assemblea del 6 maggio 2006, con lettera datata Bologna 13 ottobre 2006, (Allegato C),  fa risuscitare il Consiglio Direttivo “…CHE, SEPPURE IN MOMENTANEA SOSPENSIONE, E’ PUR SEMPRE VALIDO”, e si dimette da “VICE PRESIDENTE VICARIO E DAL CONSIGLIO DIRETTIVO”, precisando che quella carica, e cioè quella di   Vice Presidente Vicario “DOVRA’ ESSERE ASSUNTA DAL GIA’ ELETTO VICE PRESIDENTE ZACCARDI”!

            Non è difficile valutare il comportamento contorto e contraddittorio  di Nesi rilevandone l’incongruenza (e sono generoso nella terminologia), ma, purtroppo, anche la rilevanza distruttiva per l’unità dell’Associazione, da parte di chi ha messo in atto l’esempio scellerato di Nesi.

            Infatti, appare tanto più grave, insensato ed ingiustificato, il comportamento di Nesi, considerando che egli non poteva non sapere, che la delega alle funzioni vicarie che gli era stata conferita non esisteva più, per avere egli dichiarato, e per iscritto reiterato, che da tale carica era decaduto, e che,  anche se per assurdo, la decadenza non fosse avvenuta, egli non avrebbe avuto alcun potere di trasferire ad altri quanto era stato a lui delegato: DELEGATUS DELEGARE NON POTEST.

            È , un principio assoluto,che hanno recepito anche gli inglesi, come è documentato dalla Massima (Allegato D),  in quella lingua, con la quale il Nesi ha più dimestichezza, ricordando la sua impresa di Ancona.

            Ma chi ha, sollecitamente, fatto tesoro della illegalità e della illegittimità operate dal Nesi, è stato lo Zaccardi, al quale non è parso vero di avere una (presunta) copertura tanto importante quale quella del Nesi, per fregiarsi di un orpello che egli sapeva perfettamente illegittimo, approntando una organizzazione illegittima e secessionista, con grave pregiudizio della Nostra Comunità, rappresentata dalla Nostra Associazione, adducendo a giustificazione pretestuose, infondate, illegittime, illegali argomentazioni.

            Io non so, caro Italo, se Zaccardi Ti porgerà le sue scuse per le “ridicole intimazioni” rivolte a Te, e che il predetto continua a formulare insieme ad altri che lo seguono in questa sciagurata avventura. Io so che prima di affrontare la Giustizia ordinaria, ove necessario, affronterò quella domestica, deferendo ai Probiviri Nesi, Zaccardi, Bordogna, Bianchini e Denti, salvo altri, per il loro comportamento, ivi comprese le ingiurie nei Tuoi confronti, riservandomi, peraltro, di assumere ogni necessaria iniziativa anche nei confronti di chi è stato di già espulso per indegnità dall’Associazione durante il Tuo Commissariato, a tutela anche del patrimonio della Nostra Comunità rappresentata dalla Nostra Associazione, il cui Consiglio Direttivo, riunitosi a Peschiera il 14 giugno 2007, mi ha invitato ad operare come sopra specificato.

Con un abbraccio affettuoso ed ancora grazie per tutto quello che per Noi hai fatto. DECIMA. F.to  Bartolo Gallitto.