LE PRECISAZIONI DELL’EX “COMMISSARIO STRAORDINARIO ITALO ALBERO” A TUTTI GLI ISCRITTI
Non ho sentito, né sento, di meritare tali umiliazioni di fronte ai lettori del Notiziario ed ai miei commilitoni da parte di chi aveva infranto l’unità dell’Associazione.
Ora che il mio compito di Commissario si è esaurito, se lo Zaccardi e coloro che con lui si sono resi responsabili di quanto sopra ho precisato, non mi porgeranno pubblicamente le dovute scuse, ne dovranno rispondere innanzitutto al Collegio de Probiviri, al quale chiedo che vengano deferiti, ed in esito – ove necessario – innanzi alla competente Autorità Giudiziaria.
F.to Marò N.P. Italo Albero
In proposito il Presidente Gallitto ha indirizzato a Italo Albero la seguente “lettera aperta”.
Caro Italo,
confesso che dopo la lettura delle Tue “precisazioni”, mi ero illuso di poter ottenere da Zaccardi quelle giuste “scuse” da Te richieste, in un incontro a Peschiera, incontro da me, generosamente, sollecitato, con la generosa partecipazione di Marcello Lama e di Franco Minelli, nel tentativo della ricomposizione della amara crisi che sta attraversando la nostra Associazione.
Mi ero illuso: sicché nemmeno il ricordo pacificante della scomparsa del Comandante Ferraro ed il più recente ricordo della scomparsa di Sandro Tognoloni, potranno distrarmi dal compiere il mio dovere nei confronti di personaggi indegni del ricordo di Ferraro e di Tognoloni, personaggi come Nesi, Zaccardi ed altri loro consorti, resisi responsabili, per l’appunto, della crisi più ingiustificata e velleitaria della Nostra Comunità.
È, pertanto, necessario fare chiarezza, considerando, fra l’altro, che Nesi, Zaccardi e loro consorti, sono riusciti a creare tanta confusione, con il risultato che alcuni ingenui, in buona fede, sono stati indotti a confondere “lucciole…per lanterne”.
Come da Te precisato, caro Italo, il 6 maggio
L’Assemblea approvava
I documenti ( Allegato A e Allegato B) sottoscritti dal Nesi sono chiarissimi e confermano quanto da Te e da me affermato: ciononostante, per ulteriore conferma, è bene riproporre, all’attenzione di chi vorrà leggere queste note, le parti essenziali dei documenti medesimi:
Allegato A: datata Bologna 19 luglio 2006, disposizione formale
indirizzata al Segretario Castellani e p.c. a Lama ed Albero, nonché alla
Segreteria dell’Associazione a Milano:”ALLA
SEGRETERIA COMUNICO CHE, A SEGUITO DELLA FIRMA DEL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA,
DALLA DATA DI OGGI 19 LUGLIO 2006, QUANTO DELIBERATO DALL’ASSEMBLEA GENERALE IL
6 MAGGIO U.S., DIVIENE ESECUTIVO E PERTANTO, DA
QUESTA DATA, IL SOTTOSCRITTO E IL CONSIGLIO DIRETTIVO DEBBONO RITENERSI
DECADUTI, SI PREGA QUINDI DI DARNE OPPORTUNA NOTIZIA A TUTTI I CONSIGLIERI,
AL TESORIERE, AI PROBIVIRI E AI REVISORI DEI CONTI. F.TO
SERGIO NESI.
Allegato B: la precedente disposizione fa riferimento
alla dichiarazione sottoscritta a Piacenza l’8 luglio 2006 dal Vice Presidente
Vicario Sergio Nesi e da Marcello Lama Presidente
dell’Assemblea tenutasi a Peschiera il 6 maggio 2006. Eccone
il testo:
“ A CHIARIMENTO DI QUANTO
PRECEDENTEMENTE E IN QUALSIASI OCCASIONE HO MANIFESTATO, CONFERMO CHE IN
OCCASIONE DELL’ASSEMBLEA DEL 06/05/06 FU ESPRESSA PER ACCLAMAZIONE
PIACENZA, 08/07/06 IL VICE PRESIDENTE VICARIO ING. NESI F.TO SERGIO NESI REGOLARMENTE INTEGRATO E FIRMATO DAL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA MARCELLO LAMA. F.TO MARCELLO LAMA”.
Da quanto premesso, viene evidenziato, con estrema chiarezza, la espressa volontà dell’allora Vice Presidente Vicario, Sergio Nesi, di disporre la decadenza di se stesso da tale carica, sia la decadenza di tutto il suo Consiglio Direttivo.
Pertanto, ripeto, per volontà dello stesso Nesi, e con l’approvazione dell’Assemblea, unica Autorità restava quella del Commissario Straordinario, con i poteri prima specificati e condivisi dall’Assemblea.
Il Nesi avrebbe potuto scegliere un’altra strada, in virtù della delega a lui conferita dallo scomparso Presidente Ferraro: indire l’elezione delle nuove cariche sociali.
Ma egli, per i suoi calcoli imprescrutabili, ha voluto scegliere la soluzione del Commissariamento.
Se tutto fosse rimasto come, allora, voluto dal Nesi ed approvato dall’Assemblea, tutti avremmo atteso, in concordia e serenità che si compisse l’opera del Commissario con l’indizione di una nuova Assemblea Generale per la elezione delle cariche sociali con il Nuovo Statuto.
Sennonché Nesi, fulminato da qualcosa o da qualcuno, dimenticando che dal 19 luglio 2006 non era più Vice Presidente Vicario, per sue espresse e reiterate volontà e disposizione, e che non esisteva più nemmeno il Consiglio Direttivo, poiché dichiarato decaduto per sue espresse e reiterate volontà e disposizione, e con l’approvazione dell’Assemblea del 6 maggio 2006, con lettera datata Bologna 13 ottobre 2006, (Allegato C), fa risuscitare il Consiglio Direttivo “…CHE, SEPPURE IN MOMENTANEA SOSPENSIONE, E’ PUR SEMPRE VALIDO”, e si dimette da “VICE PRESIDENTE VICARIO E DAL CONSIGLIO DIRETTIVO”, precisando che quella carica, e cioè quella di Vice Presidente Vicario “DOVRA’ ESSERE ASSUNTA DAL GIA’ ELETTO VICE PRESIDENTE ZACCARDI”!
Non
è difficile valutare il comportamento contorto e contraddittorio di Nesi rilevandone l’incongruenza
(e sono generoso nella terminologia), ma, purtroppo, anche la rilevanza distruttiva per l’unità dell’Associazione, da parte di
chi ha messo in atto l’esempio scellerato di Nesi.
Infatti,
appare tanto più grave, insensato ed ingiustificato, il comportamento di Nesi, considerando che egli
non poteva non sapere, che la delega alle funzioni
vicarie che gli era stata conferita non esisteva più, per avere egli dichiarato,
e per iscritto reiterato, che da tale carica era decaduto, e che, anche se per assurdo, la decadenza non fosse avvenuta, egli non avrebbe
avuto alcun potere di trasferire ad altri quanto era stato a lui delegato: DELEGATUS DELEGARE NON POTEST.
È , un principio assoluto,che hanno recepito anche gli inglesi, come è documentato dalla Massima (Allegato D), in quella lingua, con la quale il Nesi ha più dimestichezza, ricordando la sua impresa di Ancona.
Ma chi ha, sollecitamente, fatto tesoro della illegalità e della illegittimità operate dal Nesi, è stato lo Zaccardi, al quale non è parso vero di avere una (presunta) copertura tanto importante quale quella del Nesi, per fregiarsi di un orpello che egli sapeva perfettamente illegittimo, approntando una organizzazione illegittima e secessionista, con grave pregiudizio della Nostra Comunità, rappresentata dalla Nostra Associazione, adducendo a giustificazione pretestuose, infondate, illegittime, illegali argomentazioni.
Io
non so, caro Italo, se Zaccardi Ti porgerà le sue
scuse per le “ridicole intimazioni” rivolte a Te, e che il predetto continua a
formulare insieme ad altri che lo seguono in questa
sciagurata avventura. Io so che prima di affrontare
Con un abbraccio affettuoso ed ancora grazie per tutto quello che per Noi hai fatto. DECIMA. F.to Bartolo Gallitto.