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DECIMA PRESIDENTE!
Diamo l'addio ad un Presidente
ed anche all'Ultimo degli estensori e firmatari del 1° Statuto della
Associazione Decima Flott.MAS-RSI,voluto dal nostro Comandante
J.V.Borghese.
I Veterani,sono certo,non lo dimenticheranno mai,era un Presidente,che
navigando in acque molto agitate è riuscito a tener compatta
un'Associazione minata da invidiosi solo per sete di protagonismo. |
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In sua memoria i Veterani proseguiranno
sino alla fine nei loro sani principi certi di essere seguiti da un ben
deciso Gruppo di giovani che porteranno sempre più avanti gli ideali dei
Marò della X^!
I funerali solenni di Bartolo Gallitto
,combattente per l'Onore dell'Italia nel secondo conflitto mondiale,
avvocato e componente del Consiglio superiore della magistratura, sono
stati celebrati nella Chiesa del Cristo Re di Roma.
C'era tanta gente a riempire gli spazi ampi della chiesa progettata
negli anni venti dall'architetto Marcello Piacentini: tra gli altri il
sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della Camera dei deputati
Gianfranco Fini, il segretario generale dell'Ugl Renata
Polverini e Andrea Borghese, figlio del principe principe Junio Valerio
fondatore della Decima Mas.
Perché Gallitto è stato tra le migliaia di giovani che, nel 1943, dopo
la vergogna dell'8 settembre, hanno risposto alla chiamata del
comandante Borghese: col grado di tenente di vascello ha fatto parte
della Decima Mas, nel Battaglione Vega, protagonista di disperate azioni
dietro le linee nemiche. Poco più che ventenne, dopo la guerra Gallitto
ha conosciuto la prigionia e il difficile ritorno alla normalità di
un'Italia che andava perdendo valori e soprattutto il sentimento
dell'onore per cui tanti giovani avevamo combattuto sacrificando la
vita.
Per sessant'anni Gallitto, che è stato tra i fondatori del Movimento
sociale italiano, ha rappresentato un esempio di coerenza e
autorevolezza umana, ideologica e professionale , riferimento per i
camerati che con lui avevano vissuto i mesi difficili e al tempo stesso
indimenticabili della Repubblica sociale, ma anche per i giovani
militanti della destra.
In tanti ieri mattina hanno voluto salutare Bartolo, «che è andato
avanti»,come ha detto Andrea Borghese, ma resta per tutti una bella
figura di soldato e politico coerente.
A conclusione della cerimonia anche Gianfranco Fini ha voluto,
timidamente per la verità, ricordare la figura - di ben altro spessore
politico - del comandante Gallitto. Fini, da uomo di palazzo che ormai
ha abdicato alle proprie radici, ne ha ricordato soprattutto il profilo
politico omettendo pavidamente riferimenti a quello di soldato per
l'onore dell'Italia. Come pure pavida è parsa ai tanti presenti la
«fuga» di Fini e Alemanno prima dell'uscita del feretroe del «presente»
rimbombato qualche minuto
dopo sul sagrato della chiesa accompagnato dal saluto romano. Quando
Fini ed Alemanno già non c'erano più.
Giovanni Stravato |